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Conclusosi il 2014 anche per i domini web è tempo di bilanci. Nel bene e nel male possiamo affermare con certezza che non si è trattato assolutamente di un periodo di stallo: sono aumentati i fenomeni di cyber-squatting ai danni dei nuovi gTLD (generic top-level domain), è iniziata la nuova era dell’Icann, sono state effettuate le primissime registrazioni del dominio di primo livello .brand ed è stata rilevata una diminuzione generale della crescita del mercato dei domini.

Fenomeno del cyber squatting

Il cyber squatting è un fenomeno di pirateria informatica che consiste nel registrare un dominio utilizzando il nome di un marchio famoso, al fine di sfruttarne la notorietà e aumentare il traffico di visite sul proprio sito web. Talora il cyber squatter agisce in tal modo per ottenere un immediato vantaggio economico: ovvero propone al titolare del brand di acquistare il proprio dominio a un prezzo chiaramente maggiorato. In tal caso si parla anche di domain grabbing, ovvero l’accaparramento a scopo speculativo di nomi a dominio.

Con l’introduzione sul mercato dei nuovi gTLDs sono state numerose le registrazioni di domini finalizzate ad effettuare speculazioni mirate: una buona percentuale, infatti, dei nomi di brand ad alto profilo sono finite nelle mani di abili squatter. Tutto ciò costituisce per il marchio in questione un danno a livello di reputazione, di traffico web e di vendite.
I nuovi domini, dunque, da una parte hanno rappresentato un’ulteriore opportunità per diffondere il proprio business e, dall’altra, hanno dato luogo ad attività non propriamente etiche ad opera dei pirati informatici.

Diminuisce la crescita del mercato dei domini

Nel 2014 si è registrato un significativo rallentamento della crescita del mercato globale dei domini web; secondo un’analisi statistica condotta da VeriSign, infatti, è emerso che la crescita è diminuita di diversi punti percentuale rispetto all’anno precedente. Colpa della crisi economica globale o delle registrazioni gratuite concesse da registri come TK? Una cosa è certa: questo hosting provider è stato letteralmente preso d’assalto da numerosi utenti. Oggi come oggi, tuttavia, un’azienda che si rispetti e che intenda gestire al meglio il proprio spazio online necessita di un TLD di alto profilo e di Internet Service Provider di alta qualità.

Partenza faticosa per domini .brand

La brandizzazione dei TLD (ovvero la coincidenza tra nome del marchio e TLD) sarebbe dovuto essere il nuovo trend nel mercato dei domini. Per intenderci, facciamo un esempio concreto: .ferrari, .armani o .ferrero sono dei TLD brandizzati. Nella realtà, tuttavia, sono state poche le aziende che hanno acquistato questa nuova estensione. Tra le altre segnaliamo la compagnia di assicurazione transalpina AXA.

La razionalizzazione dei portafogli aziendali

Va rilevato che, nell’anno appena trascorso, sono state numerose le aziende che hanno messo in pratica strategie di razionalizzazione del portafoglio di nomi a dominio. In tal modo è stato possibile semplificare la gestione dei domini ed eliminare quelli completamente inattivi.

La sicurezza dei domini fa un passo avanti

Rispetto al 2013, anno nefasto per la sicurezza dei domini, nel 2014 si è registrato un netto miglioramento in questo ambito. Nel 2013, infatti, si sono verificate ben 23 violazioni nella sicurezza del Registro di Sistema. In particolare sono stati messi in atto attacchi DDoS (in grado di rendere indisponibili i server) e Brute Force (tecnica di hacking che consente di violare gli account personali). Nel 2014 le violazioni sono scese a 6.

Le critiche mosse nei confronti dell ICANN

Il 2014 non è stato un anno semplice per l’Icann, accusata dai governi di tutto il mondo di essere un sistema estremamente gerarchizzato e burocratizzato. In particolare, il Governmental Advisory Committee ha accusato l’agenzia no profit di mettere in atto strategie complesse, ambigue e particolarmente lunghe, rendendosi incapace di tutelare la registrazione dei nomi a dominio da eventuali cyber attacchi, da truffe e da abusi di varia natura.

Gli States rinunciano all’Internet Corporation for Assigned Names and Numbers

I servizi e le funzioni Icann non saranno più espletati dagli Stati Uniti d’America (per la precisione dal Dipartimento del Commercio Usa), che passeranno il testimone ad una comunità internazionale e multistakeholder. La notizia è stata ufficialmente comunicata nel corso del 49° congresso dell’Icann tenutosi presso Singapore il 23 marzo 2014. Fadi Chehade, presidente dell’agenzia per l’assegnazione dei nomi a dominio, ha dichiarato: “Invitiamo i governi, il settore privato, la società civile e le organizzazioni coinvolte in internet di tutto il mondo ad unirsi a noi per attuare questa fase di transizione”.

Per alcuni big dell’impresa americana questa svolta dell’Icann, che prevede l’apertura a Paesi come la Cina e la Russia, rischia di minare la libertà della rete e di diffondere il fenomeno della censura, mentre dalla Silicon Valley si dichiarano soddisfatti per il new deal intrapreso dall’ecosistema dei domini web.

Naturalmente la nuova gestione dell’Icann dovrà rispettare alcune precise regole che la NTIA (National Telecommunications and Information Administration), ha voluto rimarcare. In particolare è stato sottolineato che sarà necessario:

1. ottimizzare il modello multi-stakeholder
2. tutelare il DNS (Domain Name System) dai pericoli e dai rischi esterni che ne minacciano la sicurezza;
3. assicurarsi che Internet resti un sistema aperto e accessibile;
4. assecondare le necessità sia dei clienti che dei partner dell’Internet Assigned Numbers Authority.

Saranno decisivi a tal proposito il meeting che si terrà a Londra il prossimo giugno e quello successivo che avrà luogo presso le Nazioni Unite (World Summit on Information Society).

Prospettive future

L’anno in corso sarà fondamentale per il processo di trasformazione intrapreso dall’Icann e rappresenta senz’altro, uno degli argomenti più hot nell’ambito dei domini web. Per la precisione entro il settembre del 2015 sarà realizzata una nuova struttura di controllo gestita da una comunità internazionale.

Si prevede, inoltre, che il 2015 sarà l’anno in cui l’estensione .brand prenderà definitivamente piede. Gli analisti del web sono già in attesa di verificare l’impatto che questo nuovo nome avrà sul mondo dei top level domain.
Si consolideranno i sistemi di sicurezza per tutelare in maniera adeguata la registrazione dei domini e si approfondirà il discorso sulla gestione più razionale dei portafogli di domini a livello aziendale.

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