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Xavier Becerra, procuratore generale della California, ha inviato una missiva all’Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (l’ICANN) per chiedere ulteriori approfondimenti a proposito dell’operazione che starebbe per compiere, vale a dire la vendita della gestione dei domini di primo livello .org a Ethos Capital, un fondo di private equity. L’Icann è l’ente che presiede al sistema dei domini web, grazie a cui è possibile navigare su Internet tutti i giorni. La porzione dei domini .org, in realtà, è gestita da Internet Society, ma comunque su licenza di ICANN. La cessione avrebbe un valore di più di un miliardo di dollari.

Stop alla cessione

Il procuratore generale della California è intenzionato ad acquisire i documenti che nel corso delle ultime settimane sono stati scambiati tra il fondo Ethos, Icann e il Public Interest Registry, da cui Internet Society è controllata. È solo da poco, infatti, che sono emerse le trattative: dopo che Ethos ha riferito che l’acquisto sta per essere concluso, Icann ha scelto di aspettare fino al 17 febbraio per prendere una decisione definitiva. Con l’iniziativa di Becerra, però, tutto cambia e viene rinviato, nella speranza di una maggiore trasparenza, e c’è già chi ipotizza che l’affare alla fine non si farà più.

La campagna di protesta

Nel frattempo si è scatenata una vera e propria campagna di protesta nei confronti di questa trattativa, in modo particolare con il coinvolgimento degli enti no profit e delle associazioni che per le proprie piattaforme e i propri siti si avvalgono del dominio .org: il caso più noto è quello di Wikipedia, ma possono essere citati anche i siti del WWF e dell’Onu. Oggi il dominio .org può essere impiegato da qualunque attività, ma da sempre è vicino soprattutto alle organizzazioni non governative, al mondo del volontariato e al terzo settore.

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Che cosa potrebbe cambiare

Il timore più evidente e facile da intuire è che l’acquisto da parte di un fondo di speculativo comporti un incremento dei costi di gestione. Oggi i domini .org sono più di 10 milioni e hanno un costo che oscilla tra i 10 e i 20 dollari annui. Inoltre, non va sottovalutata la questione etica, secondo cui un fondo di investimento privato non dovrebbe mettere le mani su questo pezzo di web. Nel frattempo in Italia l’agenzia di hosting IlTuoSpazioWeb ha deciso di mantenere i costi invariati e di non applicare più l’Iva grazie al passaggio regime forfettario.

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