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In virtù delle principali regole della brand protection, chiunque voglia sviluppare il proprio business online, a prescindere dall’attività effettuata, è bene che registri il proprio marchio in tutte le estensioni possibili. Solo in questo modo si potranno salvaguardare le piccole e medie aziende dai tentativi di frode e, più in generale, dalla pirateria digitale.

Prevenire è meglio che curare! Parlando di top-level domain (domini di primo livello) questa affermazione è quanto mai calzante. Capita sempre più spesso, infatti, che vengano registrati nomi di brand, di personaggi pubblici, di eventi, ecc. da parte di terzi che, in un secondo momento, avviano trattative d’acquisto delle estensioni con gli interessati.

Facciamo un esempio pratico. Se registro il marchio ferrari.it, ferrari.auto e ferrari.com prima o poi il proprietario della casa automobilistica si presenterà da me per chiedermi la cessione dei domini che io mi sono furbescamente accaparrato. Una vera e propria rogna per il titolare del nome che, in taluni casi, può rivelarsi anche parecchio dispendiosa.

Il caso Fiorina, candidata repubblicana alla Casa Bianca

Basti pensare che negli Stati Uniti d’America, Carly Fiorina, una delle candidate repubblicane per le elezioni presidenziali del 2016, è stata la vittima designata di uno scherzo di cattivo gusto. Quando, infatti, l’ex amministratrice delegata della  Hewlett Packard, ha tentato, in vista delle propria campagna elettorale, di registrare il dominio  http://carlyfiorina.org/, ha scoperto che non era più disponibile.

Gli ex dipendenti della  Hewlett Packard, infatti, amareggiati per l’improvviso ed inaspettato licenziamento,  avevano provveduto a registrarlo per causare un danno alla sua immagine. Sulla homepage era possibile leggere il seguente messaggio:

Carly Fiorina failed to register this domain, so I’m using it to tell you how many people she laid off at Hewlett Packard…

(Carly Fiorina non è riuscita a registrare questo dominio, pertanto lo sto utilizzando io per farvi sapere quante persone ha licenziato dalla Hewlett Packard…).

Se la candidata e il suo staff fossero stati più accorti avrebbero senz’altro provveduto con largo anticipo alla registrazione, in via cautelativa, di tutte le estensioni possibili.

Cosa dice la legge?

Purtroppo, da un punto di vista legale non vi è una regolamentazione univoca e chiara: non esistono, cioè a dire, leggi universalmente riconosciute. Trattandosi, d’altra parte, di un fenomeno in continua evoluzione (basti pensare alle centinaia di nuove estensioni inserite sul mercato), è piuttosto difficile dirimere eventuali controversie.

Come ovviare a questi spiacevoli inconvenienti?

Per evitare di scucire fior di quattrini e/o di rimanere vittima delle boutade goliardiche (nella migliore delle ipotesi) dei propri avversari (proprio come è capitato all’aspirante presidente Fiorini) è bene occuparsi preventivamente di proteggere la propria reputazione sul web.  Al fine di tutelare la propria identità online nonché la proprietà intellettuale di un nome o di un brand aziendale, è necessario, muoversi per tempo e mettere al riparo dai malintenzionati tutti i nomi a dominio che risultano strategici per il proprio business.

Un altro caso esemplificativo: come Mediaset ha perso il proprio dominio

L’imprenditore statunitense Didier Madiba ha acquistato il dominio mediaset.com ad un’asta, in quanto il colosso di Cologno Monzese non aveva provveduto a rinnovarne l’abbonamento, perdendo, di fatto, ogni diritto su di esso. La “distrazione”, dunque, è costata cara a Mediaset che, adesso, ha avviato un ricorso nei confronti di Madiba, accusato di aver agito in malafede. In realtà il neo-registrante americano, lungi dal tramare truffe ai danni della società televisiva italiana, ha acquistato il dominio per farne un e-commerce di prodotti elettronici. Del resto la parola Mediaset è composta da termini piuttosto comuni che non consentono all’azienda, considerata la situazione che si è venuto a creare, di riprendersi il dominio adducendo argomentazioni di tutela del brand.

I costi per la registrazione domini su IlTuoSpazioWeb

I nostri costi di abbonamento sono assolutamente concorrenziali. Basti pensare che il canone annuale va dai 9.99 euro  per l’estensione .it agli 11 euro dell’estensione .info.

Si tratta di un piccolo investimento  ma che può evitare danni futuri di una certa rilevanza. D’altra parte l’affidabilità e la professionalità del nostro hosting provider assicura al cliente performance elevate e assistenza immediata per qualsiasi esigenza.

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